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    Blocco antismog, «un mezzo fallimento»

    Verdi e Ds criticano il provvedimento deciso da Formigoni e dalle altre regioni del Nord. Il governatore lombardo giudica il bilancio «positivo»
     
     
     
     
    MILANO - C'è chi ha «scalato» il Pirellone di corsa e chi ne ha approfittato per un giro a cavallo. E come sempre largo alla fantasia: bandite le auto, sono comparsi i messi di trasporto più stravaganti. Il blocco delle auto ha fermato cinque milioni di auto in tutte le regioni del Nord Italia (Emilia-Romagna, Veneto, Piemonte, Lombardia e province autonome di Trento e Bolzano, con la sola eccezione della Liguria) ma secondo i Verdi non c'è di che essere contenti. «È stato un mezzo fallimento e una presa in giro, almeno a Milano e nell'hinterland - dicono Carlo Monguzzi, consigliere dei Verdi in Regione Lombardia, e Giuseppe Civati, consigliere regionale Ds -. Sia di mattina che nel pomeriggio abbiamo visto troppe auto in circolazione, probabilmente non solo euro 4, pochi controlli e persino qualche coda ai semafori».
    «BILANCIO POSITIVO» - Secca la risposta del presidente Formigoni: «Si tratta del classico infantilismo politico di Verdi e Ds lombardi, che a giorni alterni definiscono il blocco inutile o non riuscito e invece tacciono sulle responsabilità del glorioso governo Prodi, che ancora non emana i regolamenti per montare sulle auto diesel i filtri antiparticolato, né tantomeno eroga contributi a Comuni e Regioni». Formigoni giudica dunque positivo il bilancio della prima giornata antismog che ha coinvolto tutto il Nord Italia. «L'impegno è di proseguire sulla base del protocollo che abbiamo firmato e quindi con tutte le altre iniziative sempre volte ad abbattere i livelli di inquinamento» ha detto, ringraziando «quella stragrande maggioranza di cittadini che si è comportata con senso civico, capendo che nella lotta allo smog occorre il contributo di tutti».