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ADDOLORATA IN FINALISSIMAIn finale…ormai lo possiamo dire!!! Domenica 1 giugno sul campo del cascame l’ADDOLORATA giocherà per la 5 volta su 5 edizioni la finale del torneo di basket tra le parrocchie. La sfidante di turno è Santi Giovanni e Pio. Ovviamente siete super invitati a tifare per la nostra squadra così da portare in oratorio la coppa tanto ambita. Via aspettiamo dunque al cascame domenica 1 giugno alle ore 20.40… Inizio partita previsto per le ore 21.00
Portate se potete il necessario per fare più casino possibile… grazie a tutti coloro che saranno là!
FORZA ADDOLORATA! L'estate: allontana o avvicina?Dopo qualche momento di silenzio dovuto alla preparazione di alcuni esami (e ne è valsa la pena dati i risultati) eccomi tornato pronto più che mai ad attirare la vostra attenzione su alcuni argomenti… tra questi parliamo subito dell’estate che ormai è alle porte e che per il momento ha portato solo una grande acqua e una temperatura nettamente più bassa rispetto al maggio dello scorso anno.
Argomento 1: L’ESTATE ALLONTANA O AVVICINA? Ad ogni modo tralasciando il tempo atmosferico, vorrei sapere cosa ne pensate se vi ponessi una domanda tipo: l’estate allontana o avvicina le persone? Perché vi chiedo questo? Perché da almeno una settimana a questa parte alcune delle coppie che stavano insieme da ormai parecchio tempo si sono magicamente lasciate. E mollati tu che mi mollo io c’è stato un crollo nel numero di coppie formate tutte da amici a me molto vicini e non solo conoscenti. Ora, tra le tante che stavano insieme, la coppia più duratura rimane solo la mia. Quindi LU teniamo forte e continuiamo a volerci bene come stiamo facendo da questi tre anni e passa!
Argomento 2: LE LITIGATE SONO NECESSARIE? Credo di si. Ma farle in mezzo alla gente serve a risolvere qualcosa? Io credo di no. E la gente che assiste alle litigate deve farne caso o lasciare perdere? Credo che anche con un po’ di impegno non si può far finta di non vedere e non sentire niente. Quindi ragazzi io vi voglio un gran bene ma BASTA! Perche dico questo? E allora eccovi l’argomento 2.1
Argomento 2.1: IO A DANZA VENGO PER DIVERTIRMI NON PER VEDERE LITIGARE I MIEI AMICI! Non mi permetto nemmeno di pensare di avere un futuro da attore o ballerino che sia, io a danza vengo perché mi diverto e perché faccio una cosa che non mi appartiene dove continuo umilmente ad imparare quelle benedette prese e quei passi che un cestista non farebbe neanche con la play station. È una “sfida personale”. Non tutti hanno il coraggio di mettere piede in una scuola di danza frequentata dalla maggior parte da femmine. Tanti ragazzi per fortuna ci vengono e io sono tra quelli e il mio intento, oltre ad apprendere una disciplina nuova e diversa dal solito basket, è quello di vivere questa esperienza con il sorriso e con l’armonia ideale per convivere insieme non solo durante le lezioni che facciamo insieme. Avrei piacere a vedere il sorriso sulle labbra e non le lacrime che sgorgano incessanti anche perché vedere gente che ride non fa male a nessuno. Insomma diamoci un taglio. Ne ho abbastanza! Io voglio che il nostro gruppo non si sgretoli e che l’umore dentro quelle quattro mura ricoperte di specchi sia ottimo. Quello che succede fuori non deve influenzare l’armonia che sta dentro la scuola. Io a questo tengo ma soprattutto tengo ad ognuno di voi con cui ballo femmine e maschi compresi. Ci sono cose che possono essere dolorose o fastidiose ma alcuni di noi non c’entrano nulla con la vostra vita privata. Siamo tutti amici a cui piace raccontare i cazzi loro ma c’è un limite per ogni cosa. E noi lo abbiamo superato abbondantemente rendendoci ridicoli di fronte a Orietta e non solo lei che in questo caso è quella che ne risente di più dovendoci gestire. Siamo abbastanza grandi per gestire le nostre relazioni e la nostra vita sentimentale. Credo però che la scuola di danza non debba essere lo sfogo anche di queste cose perché poi tutti il gruppo ne risente e non solo i singoli. Spero di non vedere più scenate imbarazzanti e fucilate di parole contro amici o ex amici. Per me lo siete e lo sarete tutti ad ogni modo. Chi di più (la maggioranza) chi di meno. Ma diamoci un taglio a tutti questi casini che influenzano alla fine della fiera tutti noi protagonisti o non delle vostre disavventure. Sono stato abbastanza chiaro? Speriamo che il messaggio passi a chi di dovere e che cambi al più presto qualcosa anche perché non voglio essere lo psicologo di nessuno anche se sto preparando Psicologia e media. Stampate questo pezzo e appendetelo a scuola da Orietta così che passi il messaggio.
Argomento 3: ESAMI! Il periodo è giunto e una soddisfazione me la sono tolta. Un bel 27 in statistica ci voleva. Benedetta matematica che mi hai accompagnato per 5 mesi ora ti abbandono e ti faccio impolverare tra i grandi scaffali di camera mia che sorreggeranno il peso di quelle troppe pagine che ho dovuto studiare. Mi auguro che presto ti vengano a fare compagnia anche tutte quelle altre tonnellate di libri che invece stanno riempiendo la mia scrivania e soprattutto che stanno togliendo troppo tempo alle mie mattine e spesso anche ai pomeriggi. Tutte quelle materie devono essere (s)terminate al più presto possibile e io ho intenzione di riuscire in questa mission spero possible.
Argomento 4: (ne sentivate la mancanza?!?! E allora non può mancare) CAMPI DELL’ADDOLORATA Il torneo di calcetto è cominciato. Io faccio da spettatore e noto con piacere che la voglia di vincere e correre con passione dietro un pallone non manca tra le squadre. Bene, ottimo dal punto di vista organizzativo. Bravi agli ideatori… bravi anche ai cuochi che sudano dal caldo dietro un fornello destinato in realtà al mega pentolone della polenta dove attualmente è appoggiato una piastra per la cottura delle salamelle… il problema? E’ GIA’ ROTTA a causa del troppo calore ma come se non bastasse lascia anche pezzi della stessa sulle salamelle appena cotte. (Certi pezzi duri li ho mangiati proprio l’altra sera in mezzo agli altri e non mi sto inventando niente. Magari ora le cose sono cambiate, me lo auguro vivamente) Per il resto proporrei una friggitrice dove cuocere le patatine che potrebbero fare entrare qualche soldino.. qualche decina di euro in più li potremmo fare tranquillamente. Peccato che tutti siano d’accordo ma nessuno si dia una mossa! Gli incassi dei panini stanno migliorando di sera in sera ma se incrementassimo le entrate non sarebbe una cattiva idea! (e che la scusa non siano: l’olio costa troppo, chi lo controlla, ogni sera bisogna riempire la friggitrice… scuse che per un torneo frequentato da giovani non stanno in piedi. Se l’età media è intorno ai 20 anni le patatine sono uno degli alimenti che più vanno, forse anche di più dei panini. Fidatevi!)
Argomento 4.1 Piuttosto di diamoci una mossa… Il palco che vedete tutti essere finito, lo hanno montato 4 ragazzi e 1 anziano con la schiena a pezzi. Complimenti per l’impegno! Tutti pronti a muovere la lingua e a parlare ma quando c’è da sporcarsi le mani tutti si dileguano e poi quando li vedi ti dicono anche che il palco non lo si doveva costruire perché non va bene proprio nel periodo del torneo. Ma io dico: con tutte le attività dell’oratorio la priorità dominante è il torneo? E i bambini del catechismo dove li mettiamo? Domenica lo devono usare i bambini per le prove, domani nessuno lo avrebbe fatto… l’unica soluzione era montarlo oggi in 4 (IO, CANNA, SILVA E SCANNELLA) e gli altri a fumarsi tranquilli la loro sigaretta sulle scale. Noi 4 ci siamo fatti un culo allucinante e voi a godervi lo spettacolo… non male! GRAZIE!
Argomento 5 TORNEO DEL CASCAME Siamo alle ultime 3 partite da disputare in questo travagliato torneo caratterizzato più che dai canestri realizzati dall’acqua che ci siamo beccati in campo e non tanto sotto la doccia. Ad ogni modo, siamo arrivati primi nel nostro mini girone formato da noi dell’addolorata, cascame, mede e Cristo re grazie alla differenza canestri e al quoziente canestri visto che una partita l’abbiamo persa di un maledetto punto dopo un supplementare contro cascame. Da stasera via alle partite importanti, quelle che ci porteranno alla giornata di domenica 1 giugno a giocare la partita decisiva sperando di giocare la finale 1°/2° posto e possibilmente portando a casa la coppa che ha già nostalgia della sua mensola nel bar del nostro oratorio. Speriamo in bene e soprattutto nel nostro tifo che ci accompagna in ogni gara. Forza addolorata, tieni duro che questo trofeo lo riportiamo a casa!
D’altronde dopo qualche tempo le cose da dire o meglio da scrivere si accumulano e questo è il logico risultato. Chiedo scusa per la lunghezza dell’intervento ma se facevo un intervento per argomento non finivo più. Spero di sentirvi presto. Ovviamente i commenti sono aperti a tutti. Fatemi sapere la vostra opinione a partire dal primo argomento fino ad arrivare all’ultimo o almeno lasciate una traccia leggibile della vostra visita.
Conto su di voi! Ciao ragazzi…!
Ultimissima cosa… ho superato le 6400 connessioni. Grazie a tutti! FINE DELLE LEZIONI...È ufficialmente terminato il periodo di lezioni. Anche questo semestre è velocemente volato e adesso i sorrisi e la vaga tranquillità quotidiana si trasformano in un nervosismo generale e un sudore freddo che ci impregna le mani al momento dell’interrogazione orale o scritta. Ora la testa si volge all’impegno di memorizzare le varie materie e a mantenere bassa la tensione che si accumula guardando le date dei numerosi esami che devo fare. Il momento decisivo dell’anno si sta avvicinando. Speriamo di passare tutti gli esami egregiamente. Voglio solo salutare e ringraziare i ragazzi che non vedrò più se non il giorno dell’esame e soprattutto un forte abbraccio va a chi parte per l’erasmus. Il periodo di 10 mesi li porterà in varie parti d’europa e la speranza è quella di poterci rivedere dopo il loro periodo di studio all’estero.
Grazie amici dello IULM per i bei momenti passati insieme tra tanti sorrisi. Mi auguri di rivedervi il prossimo anno. WE ARE BACK FROM LOURDESCi sono cose che nessuno ti dirà, ci sono cose che nessuno ti darà…
Solo questo pezzo tratto da una recente canzone mi dà l’ispirazione per entrare nell’ottica di questo intervento. Tante persone non ti dicono e non ti danno, così come tanti posti non ti lasciano un ricordo nitido… uno solo nella mia vita mi ha detto e dato molto, forse troppo: LOURDES.
Perché? Ora ve lo spiego.
Partiamo dall’inizio, dal giorno della partenza. Dunque la sveglia era suonata presto visto che dovevo salire in università. Arrivo in stazione a porta Genova e le metro magicamente sono bloccate. Tragitto a piedi dunque e arrivando in ritardo faccio lezione di economia delle aziende di comunicazione dalle 9 alle 10.30. Il professore avendo notato il drastico numero di presenze causate da quel disagio ritarda le lezione ma poi il numero di presenze non lievita e dunque comincia. Alla fine prendo e fuggo letteralmente dallo IULM per raggiungere la stazione ma il treno mi fa ciao ciao con la manina. Insomma l’avevo perso e quello successivo sarebbe partito un’ora dopo. L’attesa è stata molto snervante, anche perché il treno speciale per Lourdes sarebbe dovuto arrivare in stazione a Vigevano alle 11.30 e io e altri dovevamo pulirlo. Insomma prendo il treno delle 11.42 e arrivo a casa verso le 12.15 e il treno speciale NON C’ERA. Certi volti noti dell’OFTAL mi dicono che sarebbe arrivato verso le 13.30. Allora vado a casa, mi doccio, mangio e torno per pulire il treno che… NON C’E’! Insomma lascio ogni speranza tornando a casa e poi mi faccio accompagnare con le valigie verso le 15 quando con gioia vedo il treno e ancora con più sorpresa lo vedo già pulito non dal nostro personale ma da quello delle ferrovie. Dunque carichiamo i bagagli e le varie scorte di cibo e acqua.
Ci prepariamo per la partenza prevista intorno alle 17. Gente che saluta dal finestrino i parenti, gente che dalla banchina piange (la mia mamma era una di quelle), gente che manda baci… insomma una folla che saluta i 14 vagoni (11 vetture, 2 furgoni e 1 ambulanza) che si avviano verso la tanto attesa meta. Io quest’anno mi sono ritrovato nell’ambulanza. L’anno scorso ero invece in un normale vagone dove gli ammalati sono praticamente “sani” rispetto a quelli che mi sono ritrovato quest’anno. In effetti le condizioni di salute e la condizione di certi ammalati mi ha spaventato all’inizio. Uno di quasi 21 anni che si ritrova a dover aiutare gente che non si muove, che ha il catetere, che non riesce a mangiare e bere da sola un po’ di spavento l’ha e io non mi sono comportato diversamente. La paura di non “essere capace”, di toccare con mano la vera sofferenza, la vera malattia, la vera fatica fisica era enorme e una crisi iniziale non mi è mancata. I dubbi e le paure mi erano addosso. Su 13 tra dame e barellieri che formavano il personale solo una dama era stata in ambulanza prima d’ora e stare accanto a 39 ammalati non era per niente uno scherzo. C’era chi se la cavava da solo, mangiava e si muoveva senza troppi problemi e soprattutto riusciva ad andare in bagno da solo. Altri, che mi hanno aperto gli occhi a capire come si vive con la sofferenza che ti fa da seconda pelle ogni giorno; avevano bisogno di essere imboccati e dissetati, avevano bisogno di insulina, avevano la obbligata necessità di tenere il pannolone… cose che per uno che le vede per la prima volta un segno te lo lasciano e certe immagini non riesci a toglierle anche se ci metti tutto l’impegno che hai. Ovviamente con il mio carattere ho tentato di conoscere gli ammalati ma vi confesso che mai prima d’ora ho avuto così tanta paura e difficoltà nel parlare con certi di loro. Non sono mai stato abituato a vivere a contatto con tanti ammalati del genere in una volta sola e quindi le parole non uscivano con disinvoltura come invece capita. Però mi sono tolto la soddisfazione di tirare fuori qualche sorriso e vi giuro che è stata la cosa più bella che sia riuscito a fare. Il viaggio stressante, lungo e faticoso (19 ore) è stato interrotto a lungo solo a Ventimiglia proprio sul confine con la Francia dove tra l’altro alcuni balordi sono entrati dai finestrini rubando delle borse per poi essere braccati dalla polizia ferroviaria che, evidentemente non è nuova a questi avvenimenti, ha recuperato le borse. La sosta di tre ore ha permesso ad alcuni ragazzi me compreso, scortati dal grande don Paolo di camminare per le vie di Ventimiglia fino a toccare con mano le acque poco calde del mare. Tornando in stazione ci ferma un disperato che teneva in mano una bottiglietta con un liquido chiamato da lui “acqua benedetta”. Peccato che l’odore facesse pensare ad altro. Ci ha seguiti fino al treno per poi chiedere con insistenza del cibo. La cena che abbiamo consumato in treno non è stata in realtà molto ricca ma certe cose erano avanzate e qualcosa la abbiamo messa in un sacchetto. Peccato che alla vista dei prodotti disponibili abbia rifiutato tutto e dopo qualche insulto gratuito abbia deciso di levarsi dalle palle solo dopo 1 ora e mezza dopo aver offerto uno show imbarazzante. Viaggio che poi riparte con il locomotore francese e arrivo per le 12 del mattino seguente. Una volta arrivati incontriamo i vagoni del treno partito da Mortara poche ore prima di noi e quindi una volta scesi abbiamo cominciato a scaricare malati, bagagli e tutto il necessario per la segreteria, per la farmacia ecc… Il sole che ha scaldato tutte le nostre giornate tranne una ha aiutato tutti noi nel pellegrinaggio che ha portato a Lourdes con 2 treni e 2 pullman intorno alle 1300 persone provenienti da ogni parte della diocesi. Dopo aver trasportato tutti i bagagli sul furgone e dopo averli distribuiti nell’ospedale il problema era raggiungere l’albergo che anche se vicino al santuario era imbucato mica male. Dopo aver scoperto che i francesi amano il potage e le camere ospitavano certe persone al posto di altre eccoci arrivati al momento di scoprire la nostra camera. 2 letti da una piazza e mezza e uno da una piazza. Figo! Eravamo io, Enrico Laberinti e Davide Scalfi inizialmente ma poi la disperazione di Marco Mantovani avendo saputo di essere in camera con degli sconosciuti 15enni mi ha spinto a ospitarlo per tutta la settimana. E il letto dove ha dormito era il mio. Si perché Davide ha scelto quello piccolo e Enrico doveva avere la sua amica valigia sempre accanto! E quindi con sacrificio estremo ho dovuto sopportare le sfiatate di culo di Marco e tutte le sue lamentele su argomenti non trattabili su un blog come questo (Marco sei un grande …. OCA!!!) Chiedo a Simone poi di aggiungere un commento sul motivo della parola oca e da chi proviene così che tutti possano capire… Insomma la nostra avventura comincia e la gente non manca. Il giubileo che ricorda il 150° anniversario delle apparizioni ha richiamato decine di migliaia di persone davanti alla grotta. L’abbiamo notato soprattutto nei momenti dove io e gli altri ragazzi spingevamo le carrozzelle, o facevamo i chierichetti alla messa internazionale o facevamo la processione portando la Madonna. Pensate che quando abbiamo finito la processione c’era ancora gente che doveva partire!! Noi siamo arrivati e loro dovevano cominciare a muoversi. Tra l’altro ringrazio gli amici che hanno portato con me la statua e con gioia ricordo a Simone e Davide che se hanno portato quella statua così pesante possono portare anche quella della nostra parrocchia considerando che il peso di quella di Lourdes è almeno il doppio della nostra. Ho scoperto nei giorni una vera gioia e una vera amicizia con moltissime persone a partire dai ragazzi della mia parrocchia, per arrivare al personale dell’ OFTAL, per poi arrivare agli ammalati e a coloro che offrono servizio al santuario per controllare che tutto vada bene. Gli stajour, sicuramente non si scrive così ma non trovo altro modo, mi hanno invitato a dare loro una mano nelle piscine. Mi ricordo l’amicizia che ho fatto con alcuni di loro provenenti da Barcellona, da Dublino, Roma e tanti francesi che ho conosciuto con l’aiuto della lingua inglese anche perché tranne parole base per me il francese è una lingua sconosciuta. In realtà non avrei dovuto stare in zona piscine ma avendo dovuto aspettare alcuni degli ammalati oftal avrei dovuto stare fuori dal recinto. Avrei, infatti. Solo che avendo conosciuto personalmente i responsabili francesi e spagnoli sfruttando quindi l’occasione di parlare e praticare un po’ lo spagnolo con l’idea di dover dare proprio un esame su questa lingua da qui a due settimane e avendo soprattutto aiutato le persone sia dell’oftal che di altre associazioni a sedersi sulle carrozzine, a muoversi per le piscine ecc, insomma mi sono fatto amico di persone che mi hanno chiesto di partecipare come loro al compito di stajeur. Ci penserò. Intanto mi sono portato a casa i compimenti per la capacità di usare la lingua sia spagnola che inglese e gli auguri per un buon esame di spagnolo. Piccole ma grandi soddisfazioni! Le notti in compagnia dei vecchi e nuovi amici e le preghiere dette insieme, l’acqua benedetta, i ceri accesi e le lacrime versate sono alcune delle immagini imprese perfettamente nella mia testa. La tristezza di lasciare la pace e la fede così intensa di quel luogo ci hanno accompagnato nel viaggio di ritorno, viaggio che ha stancato molto di più dell’andata a mio parere. Voglio solo ringraziare l’OFTAL, le nostre responsabili parrocchiali per avermi fatto vivere questa esperienza in ambulanza che ritengo essere stata complessa ma esaltante, i ragazzi della nostra parrocchia e in particolar modo Simone e Marco per quei momenti passati insieme in preghiera e nelle nostre serate di allegria. Ringrazio gli addetti ai trasporti, quelli che ho conosciuto e quelli/e chi mi hanno fatto passare una settimana indimenticabile. Come non ringraziare l’organizzazione e l’associazione tutta per avermi accolto definitivamente con la medaglia nella loro grande famiglia e quindi pensando a questo grazie anche al “padrino” don Paolo. Grazie per tutte le qualità di salame che mi avete fatto assaporare nelle nostre lunghe notti passate insieme e grazie per le preghiere che insieme abbiamo detto e per le toste camminate che abbiamo fatto, dalle processioni alle uscite con gli ammalati, dalle camminate alla via crucis sul monte alle 6. Spero che sia riuscito a dare un po’ di sollievo agli ammalati a cui sono stato vicino e mi auguro che gli altri amici e amiche del personale capiscano l’impegno che ci ho messo nel mio piccolo ma intenso servizio. Mi auguro di poter ripetere il prossimo anno questa splendida esperienza e magari convincere tanti ragazzi a cominciare ad aprire gli occhi aiutando chi non sta bene. Il pensiero che quindi mi porto a casa è che devo rendere quotidianamente grazie per le cose che posso fare e per la salute che ho a disposizione e pensare che gli ammalati che ho assistito siano la vera fonte per capire cosa significa aiutare e cosa significa soffrire. Maria aiuta chi sta peggio di noi e allevia i loro dolori. Guarda con amore il servizio che abbiamo offerto sia a loro ma soprattutto a te e rendici capaci di guardare il mondo con un occhio diverso. Grazie a tutti per questo pellegrinaggio e mi auguro che questo dono che abbiamo ricevuto nel vivere insieme questa esperienza si possa ricevere nuovamente nel prossimo anno.
GRAZIE DAVVERO! |
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